Becchetti Bal Maniglie: la storia lungo la “via del ferro”

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Come molte aziende del territorio, Bal Maniglie è nata in un periodo fiorente per il luogo in cui si trovava. Infatti, la Val Trompia offriva, già in epoca antica, diversi vantaggi:

  • alta presenza di fonti d’acqua
  • presenza di vene minerarie
  • l’esposizione particolare del paese, costruito sul versante della valle rivolto verso sud e per questo illuminato potenzialmente dal sole durante l’intero arco della giornata

In un tempo in cui la tecnologia offriva poche possibilità, risorse naturali come queste decretavano lo sviluppo d’insediamenti.

Becchetti Bal nasce così in un territorio (quello bresciano) che aveva già iniziato la sua storia in epoca romana, con le prime abitazioni e con la creazione di un acquedotto e di una mulattiera per le vie di comunicazione in una seconda fase.

Le vene minerarie furono già in quell’epoca sfruttate per le attività di estrazione di metalli e fin dal tempo degli insediamenti romani, il territorio della Val Trompia divenne famoso per la lavorazione del ferro e la produzione di armi.

Come testimoniano anche le mappe romane conservate ai Musei Vaticani, al tempo esistevano 3 frazioni: Pieve, San Sebastiano e Sant’Apollonio.

 

Le frazioni di Lumezzane e la repubblica di Venezia 

È noto che, durante il governo della repubblica di Venezia, il feudo di Lumezzane (quindi le 3 frazioni divise) venne concesso alla famiglia Avogadro.

Durante quegli anni, grazie alla particolare condizione riconosciuta alla valle, come la rinomata abilità fusoria e quella dei maestri nella creazione di armi, la zona godeva di particolari autonomie e benefici fiscali.

La sua grande fortuna era data anche dal suo isolamento, che la rendeva un bersaglio molto difficile per un eventuale attacco; di contro, nonostante la progressiva creazione di vie di comunicazione, i collegamenti erano complicati.

Dai siti minerari dell’alta valle, la “via del ferro”, scendeva fino ai forni fusori sviluppati nei pressi dei fiumi per arrivare poi nelle fucine situate in media-bassa valle, dove si lavoravano e si trasformavano i metalli.

 

La storia di Becchetti Bal Maniglie si intreccia con quella della valle

In seguito agli sviluppi portati dalla rivoluzione industriale, durante l’800 la già favorevole situazione del territorio bresciano, poneva le basi per uno sviluppo di sicuro successo.

La posizione di primato riconosciuta a forgiatori e maestri di forno in Val Trompia portò ad una nascita continua di realtà specializzate nella lavorazione dei metalli per ogni settore dell’industria, man mano che la tecnologia forniva nuovi strumenti.

Verso la fine del secolo, nel 1882, inizia l’attività di Bal Maniglie, che all’epoca era un semplice forno fusorio per la lavorazione degli ottonami.

Becchetti Bal inizia a diventare impresa nel 1907, con l’ingresso in azienda di Angelo Becchetti, parte appunto della sempre più sviluppata “via del ferro”.

Il ruolo dell’industria è talmente radicato nel territorio che gli edifici, i servizi e le vie che vengono man mano create, sono sviluppate per favorire il lavoro delle officine e l’insediamento di molti lavoratori.

È in questo periodo che Bal Maniglie dà il via ad un importante lavoro di sviluppo: l’export e l’apertura ai mercati internazionali.

Per i mezzi disponibili all’epoca, l’export era un concetto a cui era difficile anche solo pensare, eppure Angelo seppe sfruttare la collaborazione di importanti aziende del mercato estero, facendo leva su una distribuzione capillare e di qualità.

Becchetti Bal Maniglie: dalla “via del ferro” al resto del mondo

All’inizio del ‘900 parte lo sviluppo che porterà Becchetti Bal da cittadina di Lumezzane ai mercati internazionali.

Lumezzane diventerà un comune unificato solo nel 1927, con l’unione dei paesi autonomi di Pieve, San Sebastiano e Sant’Apollonio.

Nel frattempo, però, la Val Trompia entra a far parte della “via del ferro europea”, che passava dall’Austria attraverso il nord Italia, per poi giungere in Francia, Inghilterra e Svezia.

L’opera di “internazionalizzazione” promossa da Bal Maniglie attraverso il lavoro di Angelo iniziava a dare i primi risultati, in un mondo che sarebbe poi radicalmente cambiato dalle due guerre mondiali.

Proprio per lo sviluppo all’interno di Bal Maniglie, per la crescita e la progressione non solo dell’azienda, ma del territorio valtrumplino durante gli anni della guerra mondiale, Angelo viene nominato cavaliere del lavoro.

All’azienda Becchetti Bal vengono riconosciute qualità eccezionali nella lavorazione dei prodotti, nei materiali utilizzati e nelle idee innovative proposte sul mercato: dalla prima metà del ‘900 infatti, inizia a svilupparsi una particolare attenzione verso certe caratteristiche.

Becchetti Bal Maniglie: e oggi? 

Oggi Bal Maniglie prosegue il lavoro rispettando i dogmi che resero famosa l’azienda: pregio nei materiali, gusto ed estetica, manualità nelle finiture e attenzione ai mercati internazionali.

I lavori commissionati da grandi aziende all’estero, sono testimonianza di un’opera che ha visto il suo maggior sviluppo proprio nel momento in cui ha iniziato ad aprire i suoi orizzonti e mostrare le sue maniglie ad un mercato internazionale.

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