Becchetti Bal Maniglie: la storia prosegue

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Nello scorso articolo abbiamo affrontato alcune delle tappe che portarono la Val Trompia, durante la prima metà del ‘900, a essere il territorio ideale per lo svilupparsi di fucine e forni fusori per la lavorazione dei metalli (tra cui, ovviamente, Becchetti Bal).

L’azienda Becchetti Bal Maniglie diventa impresa riconosciuta e stimata proprio in questi anni, sicuramente anche grazie alla sua presenza in alcuni capolavori dell’architettura, come il Vittoriale degli Italiani, Villa Feltrinelli, il Governatorato del Vaticano o alcune sedi della Banca Cariplo.

Essere commissionati per lavori come questi, su edifici che tutt’oggi sono considerate vere e proprie opere d’arte, è stata sicuramente una grande spinta (ma anche d’orgoglio) per l’azienda Bal Maniglie.

Inoltre, l’opera di export e internazionalizzazione iniziava a dare i suoi frutti: con la richiesta di prodotti Bal Maniglie da parte di importanti aziende, case lussuose e hotel all’estero.

Questo grande sviluppo, che portò alla nomina di Angelo a Cavaliere del lavoro, proseguì anche durante gli anni e successivamente ai conflitti mondiali.

Armonia e cura dei dettagli furono le caratteristiche essenziali che fecero tanto apprezzare le lavorazioni di Bal Maniglie all’interno delle ville edificate durante la prima metà del ‘900.

 

Becchetti Bal Maniglie: gli anni ‘70 e “la Valle D’Oro”

All’inizio degli anni Settanta, lungo tutti gli anni Ottanta e fino ai primi anni novanta, l’intera Val Trompia (la “via del ferro”) divenne famosa con il nome “la Valle d’Oro”.

In questo periodo, le aziende appartenenti a quest’area del bresciano, tra cui Bal Maniglie, erano industrie fiorenti, che offrivano lavoro e guadagno a tutti i cittadini, attirando forti flussi migratori: non solo le imprese, ma anche il mercato edilizio e quello dei servizi correlati vivevano un momento di sviluppo incredibile.

La valle prosperava talmente tanto che la maggior parte delle piccole ditte e alcune medie imprese, venivano fondate in quegli anni da ex dipendenti che, grazie all’alta mole di lavoro e ai conseguenti guadagni, riuscivano ad aprire nuove attività in proprio.

Questo modello di sviluppo ha funzionato e prosperato per molto tempo, fino all’ormai famosa “crisi” dei primi anni duemila.

 

Becchetti Bal Maniglie: un marchio che resiste nel tempo

Quando la “crisi” iniziò a toccare il paese di Lumezzane, molte delle imprese piccole e a conduzione familiare presenti sul territorio sparirono dalla scena.

Non solo, gli effetti ricaddero anche su grandi industrie, che per anni avevano fatto la storia di Lumezzane e di Brescia.

Bal Maniglie fu una delle aziende che sopravvissero a questa situazione. Perché? Perché Bal Maniglie ha dato prova per oltre un secolo di lungimiranza nelle strategie aziendali proposte e messe in atto durante il corso della sua esistenza.

Ha saputo leggere i tempi pur rimanendo fedele alle sue origini, mostrando al contempo lo stesso spirito innovativo che ne ha sempre decretato il successo e la fama internazionale.

Bal Maniglie aveva capito che i tempi stavano cambiando, che la continua produzione in massa degli stessi articoli stava saturato il mercato, così fu capace di distinguersi.

Al giorno d’oggi, se esiste ancora una “via del ferro” è per buona parte merito di imprese come Bal Maniglie, che hanno saputo anticipare il cambiamento.

Adattare la produzione alla richiesta del mercato moderno è sicuramente la caratteristica che ha permesso maggiormente, ad aziende come Bal Maniglie, di non venir “divorate dalla crisi”.

Proprio negli anni duemila, in un periodo particolarmente aspro dal punto di vista economico, l’azienda Becchetti Bal Maniglie ha perfino saputo investire in nuove realtà, portando sotto la sua ala le aziende Gra-Rivadossi e Mariani.

 

Bal Maniglie e l’azienda Gra-Rivadossi

Gra-Rivadossi è un’azienda fondata da Giacinto Rivadossi nel 1922 a Caino, nella parte bassa della Val Trompia.

Proprio come Bal Maniglie, vede un grande sviluppo nel periodo della ricostruzione dopo le due guerre mondiali, quando iniziano ad affacciarsi sul mercato i nuovi macchinari automatici per la pressofusione e le nuove leghe metalliche.

L’azienda, acquistata nel 2012 da Becchetti Bal, mostra il suo carattere intrinseco attraverso un processo che è diventato negli anni tecnologicamente avanzato, ma che riesce a mantenere il suo stile artigianale, con prodotti dall’apparenza “tradizionale”.

 

Bal Maniglie e l’azienda Mariani

Mariani è un’azienda “più giovane” rispetto a Bal Maniglie o Gra-Rivadossi: nei suoi quasi 50 anni di vita ha sempre effettuato approfonditi studi per creare prodotti dall’alto valore estetico, ergonomico e costruttivo.

La sua produzione ha una linea decisamente più contemporanea, il cui stile risulta particolarmente attento alle richieste dei moderni designer e arredatori d’interni.

Proprio per la sua ricerca e la qualità sempre mostrata nelle sue lavorazioni (oltre che nei materiali utilizzati) Bal Maniglie decide di portare Mariani nella sua famiglia nel 2012.

Oggi, il gruppo Becchetti Bal, composto dalle linee Bal Maniglie, Gra-Rivadossi e Mariani, è davvero in grado di soddisfare qualsiasi tipo di esigenza e di gusto per quanto riguarda le maniglie e gli accessori in ottone.