Becchetti Bal nella storia: il Vittoriale degli Italiani

Le maniglie targate Becchetti Bal sono state sempre presenti nei migliori progetti architettonici della storia: un esempio? Forse la “casa” italiana più famosa, il Vittoriale degli Italiani.

Nel 1921 Gabriele D’Annunzio si stabilisce a Gardone Riviera, dove in seguito costruisce una vera e propria “cittadella monumentale” a memoria della sua opera.

In quel periodo Becchetti Bal è una realtà fiorente del territorio bresciano, che sin dal primo dopoguerra ha iniziato a incrementare il suo successo e a diffondere le sue maniglie in ottone lungo tutta la provincia.

L’estetica, la poesia e le maniglie Becchetti Bal

D’Annunzio non era solo un poeta, bensì un artista a tuttotondo, che amava estendere il suo gusto estetico a tutti gli aspetti della sua vita e a tutto ciò che lo circondava: sceglieva personalmente i mobili di casa e li portava con sé a ogni suo trasferimento.

È stato lui, ad esempio, a inventare per gli ex magazzini Bocconi, il nome “La Rinascente”, che per anni è stato marchio dei maggiori centri commerciali in Italia.

Armonia delle forme e attenzione ai dettagli sono le due caratteristiche che hanno avvicinato poesia e artigianato, come D’Annunzio a Becchetti Bal.

L’azienda Becchetti Bal era infatti riuscita a entrare già nelle ville e in altri luoghi importanti che venivano edificati durante quel periodo, grazie al suo gusto innovativo nell’estetica per l’arredo.

La continua ricerca compiuta nel campo delle maniglie aveva già convinto numerosi arredatori dell’epoca verso la scelta dei prodotti realizzati da questa fucina proveniente dalla valle bresciana.

Una mission portata avanti da Angelo Becchetti sin dal 1907, che lo avrebbe portato nel corso degli anni, al titolo di cavaliere del lavoro.

Angelo è infatti considerato il principale artefice dell’evoluzione societaria, nonché il primo ad aprire Becchetti Bal ai mercati internazionali e all’export.

Con tutte queste premesse, era quasi scontato che l’incontro tra il poeta e l’azienda Becchetti Bal avrebbe portato a un risultato positivo.

 

Becchetti Bal e l’arte del ‘900: l’amore per la novità 

La spinta verso “il nuovo” è una delle caratteristiche che hanno contraddistinto l’attività di D’Annunzio, che negli anni volle provare molte tra le innovazioni della tecnologia d’inizio secolo (fu uno dei primi a pilotare un aereo in Italia, ad esempio).

La ricerca della novità è stata allo stesso modo uno dei principali motori dell’opera di Becchetti Bal: infatti, l’azienda nasce nel 1882, ma il suo lavoro di cura nei dettagli inizia a trovare riscontri maggiormente positivi agli inizi del ‘900 e nel primo dopoguerra.

In quel periodo iniziano a svilupparsi le “nuove” arti visive applicate, come l’Art Nouveau e l’Art Déco, che concepiscono l’intera casa come un insieme armonico nel quale anche le maniglie sono un elemento caratterizzante, perfettamente inserito nel resto dell’arredo.

Esattamente in questo periodo l’attenzione ai dettagli, fondamento delle produzioni Becchetti Bal, inizia a diventare una caratteristica ritenuta necessaria in ogni costruzione di prestigio. Proprio da qui, comincia una crescita esponenziale da parte dell’azienda.

 

Becchetti Bal: e oggi?

L’azienda Becchetti Bal non ha cambiato la sua mentalità dagli anni in cui fu aperta: ancora oggi crea prodotti di alta qualità, di cui manualmente cura le fasi di finitura.

La scelta di curare manualmente la finitura era nata (e oggi continua) dalla volontà di:

  • proporre sempre qualcosa d’innovativo
  • adattare ogni prodotto al gusto dei clienti

 

1907: Bal diventa impresa mantenendo le radici lumezzanesi

Dalla piccola cittadina bresciana lungo la “via del ferro”, chiamata così per la fitta quantità d’industrie che lavoravano metalli, Becchetti Bal finì per riscuotere un successo internazionale.

La distribuzione capillare e la collaborazione con alcuni dei principali attori del settore degli infissi e arredamenti, hanno permesso all’azienda di arrivare a soddisfare sia le richieste della clientela italiana che la domanda straniera.

Lo stile Becchetti Bal riscuote ancora oggi lo stesso successo degli inizi del ’900: grandi costruzioni arredate da importanti designer, nascondono al loro interno le maniglie Bal.

Ad esempio, il teatro La Fenice e il Grand Hotel Dogi a Venezia, oppure il Grand Hotel a Rimini, per citarne alcune del nostro paese, senza dimenticare hotel e ville di lusso in Russia ed Emirati Arabi.

Becchetti Bal non si è accontentata di aver lasciato il segno nella storia del‘900: oggi vuole continuare a farlo, grazie al suo mix tra esperienza e giusto spirito innovativo.

Un’azienda proiettata al futuro, in virtù delle sue solide radici, che affondano nella tradizione.

Avete trovato interessante l’articolo? andate sul sito per scoprire il catalogo prodotti, oppure cliccate qui: http://balmaniglie.it/prodotti/